Doppiaggio
E’ sicuramente l’attivita’ che occupa la maggior parte del mio tempo. Dal 1979 a oggi ho percorso questo settore dell’attivita’ artistica in ogni sua forma. Ho iniziato come attore (prestando la mia voce, facendo, come si dice, il “doppiatore”, come se fosse un mestiere diverso da quello dell’attore, che quindi sarebbe “cinematore” quando lavora davanti alla macchina da presa…) per poi fare anche l’adattatore (il professionista che trasforma il testo originale in un testo credibile, vero, recitabile in italiano, che sia perfettamente sincrono con il movimento labiale) e il direttore di doppiaggio (l’equivalente del regista, applicato al doppiaggio).

Per la mia formazione in questo campo cosi’ difficile e selettivo devo moltissimo alla prima che ha creduto in me: Sonia Scotti, che non finiro’ mai di ringraziare. La vera universita’ del doppiaggio l’ho frequentata negli anni dal 1985 al 1994, quando ero socio del “gruppo 30”, sotto l’egida di Renato Izzo (un vero maestro).

Dal ’95 in avanti ho anche affrontato l’attivita’ di imprenditore nel doppiaggio, approfondendo cosi’ la conoscenza di tutti gli aspetti della filiera lavorativa, da quelli tecnici a quelli delle complesse relazioni con i vari interlocutori (televisioni, produzioni e distribuzioni cinematografiche e televisive, importatori, distributori home-video….) cercando di essere sempre pronto alle nuove sfide che pone questo affascinante mestiere.

Radio
Teo Bellia è on air tutti i giorni
dalle ore 18 alle ore 20
con la trasmissione “L’arca”
su EcoRadio:

Roma e provincia: 88.300 FM
Napoli e Caserta: 92.100 FM
Calabria: 104.900 FM
Catania: 89.800 FM

Replica sabato e domenica dalle 10 alle 12.

Tv
Sicuramente una delle esperienze piu’ formative della mia carriera resta quella nella redazione di telemontecarlo, a partire dal 1986. Eravamo un gruppo giovane e motivato alle prese con una sfida mai tentata prima: fare un telegiornale in diretta nazionale, in concorrenza con la rai. Sicuramente ci siamo riusciti, e abbiamo indotto la concorrenza a “svecchiarsi” un bel po’. In quegli otto anni sono enormemente cresciuto come giornalista (ho sostenuto l’esame di stato e sono iscritto all’albo) e come professionista della comunicazione in generale, applicando al mezzo televisivo tutto quello che avevo capito e acquisito sui palchi, dal vivo, in radio, in mezzo al pubblico.

Dopo tmc (sono uscito in occasione di una delle tante crisi di una televisione che resiste a tutto, ma non alla vocazione al nanismo)per due stagioni ho lavorato accanto ad Aldo Biscardi nel suo “processo del lunedi’”,dove, piu’ che di giornalismo sportivo, ho portato il mio contributo sulle capacita’ di intrattenimento e improvvisazione. Ma la vera accademia di tutte le arti, la grande palestra della mia formazione resta il teatro.

Fiction
Da qualche anno ha ripreso vigore, ma quando mi sono avvicinato alla macchina da presa (nei primi anni ‘80) la produzione italiana era in uno dei suoi momenti piu’ neri.
Ebbi la fortuna di lavorare al fianco di Enzo Cerusico in una piccola serie tv intitolata “l’uomo che parlava ai cavalli” (non era ancora arrivato il film con Robert Redford).
Poi il lavoro a tmc mi blocco’ , meravigliosamente, per quasi 8 anni.
Solo dopo il 2000 sono tornato a recitare davanti alla macchina da presa, con corti, piccoli ruoli in varie fiction e, nel 2007, nello sceneggiato “il generale dalla chiesa” con protagonista Giancarlo Giannini, interpreto il giudice Coco, una delle prime vittime dell’eversione rossa.

Teatro
La prima esperienza arriva all’improvviso nel 1985 grazie a Massimo Milazzo che mi chiama a far parte del cast della compagnia “shakespeare & company” che mette in scena una commedia inglese sconosciuta in Italia intitolata “room service”. Per la prima volta, grazie all’aiuto di massimo e dei validissimi colleghi in scena con me (tra tutti, permettetemelo, un abbraccio e un bacio al cielo per Antonella Rendina) imparo a muovermi sul palcoscenico vestendo panni che non sono i miei, ma quelli del mio personaggio, capisco cosa vuol dire “essere” il ruolo che metti in scena. Poi l’attivita’ giornalistica televisiva mi allontana dal palcoscenico per quindici anni, fino a quando, nel 2000, Stefano Mondini e Roberto Draghetti credono in me per un ruolo tutt’altro che secondario: il protagonista in una commedia inedita di una brillante nuova autrice italiana, Paola Mammini.
”Odio i nazisti dell’illinois” e’ una storia di equivoci, timidezze e convergenze di universi lontani fra un uomo e una donna, e imparo a stare in scena ininterrottamente per 90 minuti, con la complicita’ di due colleghe straordinarie: Alessandra Cassioli e Alessandra Korompai. (la commedia e’ a due, ma ci alterniamo sulla scena, creando coppie sempre diverse con le due colleghe, io e Stefano Mondini) poi il livello d’impegno aumenta con due lavori di Pirandello (la patente e il giuoco delle parti) e uno di Moliere (il malato immaginario) con la compagnia di Mario Grotta e Gabriella Nicolosi…

Pubblicita’
E’ un campo direttamente connesso a tutte le mie sfere di attivita’, e ho cominciato da giovanissimo a familiarizzare con i meccanismi della “penetrazione del messaggio”. Ho cominciato a ideare, scrivere e realizzare (e interpretare) spot radio e televisivi a partire dal 1976.

Giornalismo
Nell’epoca pionieristica delle radio private abbiamo imparato tutti a fare di tutto, e la creazione dei notiziari, gli aggiornamenti sportivi e tutto quanto fa notizia, sono entrati nelle mie abitudini comunicative. A telemontecarlo tutto cio’ che avevo imparato per la radio l’ho dovuto traslare nella televisione, acquisendo molte altre competenze e specificita’. Tutte esperienze che ho riversato anche nel “processo di biscardi”. Ma la parte finale della mia esperienza a rds (1996-2001)resta sicuramente connessa in modo indissolubile a una dei ruoli piu’ motivanti della mia carriera. Quello di vicedirettore delle news. Quegli anni mi hanno dato alcune tra le piu’ mie grandi soddisfazioni professionali (e anche le piu’ grosse disillusioni umane).Condurre una redazione che contava, nei momenti di massimo splendore, oltre 100 persone, tra collaboratori esterni e interni, e’ un lavoro esaltante ed esasperante al tempo stesso. La radio non si ferma mai, e, allora, in notiziari erano 24 al giorno per sette giorni alla settimana.

Ho avuto l’onore di avere tra i collaboratori del notiziario di rds personaggi del calibro di Enrico Mentana, Nando Martellini, Alessandro Cecchi Paone, e tanti altri, e tanti giovani che ho visto crescere e prendere una strada di successo in altre redazioni.
Ora, tanto per cambiare, il futuro e’ nel solco dei nuovi media, e quindi ho dato vita a una testa online fuori dal coro: notiziemigliori.it, che rappresenta, in piccolo, quello che vorrei fosse oggi l’attivita’ giornalistica. Non solo l’enunciazione continua di drammi e tragedie, ma la ricerca del buono che c’e’, e sembra che nessuno lo tenga nella giusta considerazione.

Eventi-consulenze
La realizzazione di un evento e’ una sfida affascinante, bisogna conoscere profondamente tutte le dinamiche del processo e le necessita’ tecnico-logistiche. Mi occupo di eventi dagli anni 70, e ne ho seguiti direttamente oltre 100 in trent’anni di attivita’.

Didattica
e’ una grande passione, che ho scoperto, un po’ per caso dopo aver preparato, sin dai primi anni della mia carriera, giovani colleghi nei vari rami di attivita’ in cui avevo responsabilita’ organizzative.
Nel 1994 comincia a organizzare i primi corsi di giornalismo, seguiti poi da corsi di dizione, recitazione, doppiaggio e public speaking, prima con la cooperativa C.D.A., poi con la società B&C network e con la CIAK 2000, con cui collabora tuttora. A questi si aggiunge l’ininterrotta collaborazione con la John Casablanca’s, che lo sceglie per sviluppare l’attitudine a parlare in pubblico e ad affrontare il lavoro televisivo e pubblicitario nelle aspiranti modelle.
Un ulteriore impegno nella didattica è rappresentato dalla cattedra presso la Pontificia Università della Santa Croce,
dove prepara i responsabili della comunicazione delle diocesi di tutto il mondo, con particolare attenzione al mezzo di comunicazione più incisivo nei paesi in via di sviluppo: la radio.